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La Cedrina

La cedrina puo' essere considerata “il limoncello” in terra d’Abruzzo marino, in zone a clima mite, in quanto nei giardini delle case contadine, le nonne coltivavano un arbusto di Cedrina (la cosiddetta “Lilla”).

Pianta di cedrinaPianta aromatica dal gradevole aroma-profumo di limone dolce puo' essere macerata in alcool, per preparare un liquore delizioso, a bassa gradazione, da offrire agli ospiti e da gustare come aperitivo o digestivo per la presenza naturale di citrale e limonene.

Le foglie di cedrina, raccolte in tempo balsamico ed essiccate, possono anche essere usate per infuso in acqua bollente. La bevanda che si ottiene, gustata con o senza dolcificante, è caratterizzata da un amabile aroma dolce agrumato e quo' essere comsumata sia calda che fredda.
Nel primo caso è una buona sostituta del thé, rilassante, coadiuvante della digestione, buona dopo i pasti e prima di andare a letto. Servita fredda è un gradevole dissetante.



Liquore di Cedrina

Potremmo considerarlo “il limoncello” in terra d’Abruzzo marino, in quanto nelle case contadine, (di zone a clima mite) le nonne (fino a quarant’anni fa), avevano nel giardino del casolare, un arbusto di Cedrina (la cosiddetta “Lilla”). aromatica dal gradevole aroma-profumo di limone dolce, che esse utilizzavano a macerazione in alcool, per preparare un liquore delizioso da offrire agli ospiti.
Con la nostra ricerca sui valori antichi da rivalorizzare in chiave moderna, abbiamo riproposto (con la collaborazione fattiva del Dott. Antonio Paesani) questa ricetta (ottenuta dalla vera macerazione di foglie aromatiche per un piacevole elisir (a bassa gradazione) da gustare come aperitivo e o digestivo per la presenza naturale di citrale e limonene) nella versione classica e quella dolcificata con miele.



L'Aloe Vera

Cos’è e quali sono le proprietà benefiche

L’Aloe Vera (nome botanico) è una pianta grassa che contiene nelle foglie una polpa carnosa ricca di “Mucopolisaccaridi”, una classe di zuccheri necessari alla vita della nostre cellule.
Tagliando una foglia, si osserva l’immediata formazione di una pellicola protettiva che ha la proprietà di impedire contaminazioni batteriche, quindi è anche cicatrizzante.

aloe

Dalla bibliografia scientifica, l’Aloe Vera:

  • Potenzia le difese immunitarie
  • Disintossica e depura l’organismo
  • E’ un antinfiammatorio grazie alla presenza di steroidi vegetali
  • E’ un antibiotico naturale
  • Rigenera ed idrata le cellule
  • E’ un riequilibrante intestinale
  • E’ utile per ustioni, ulcere cutanee, lesioni, dermatiti, eritemi
  • Mantiene sano il colon e lenisce dolori causati da ulcere peptiche

Dalle coltivazioni di aloe vera presso il nostro Giardino ricaviamo: il succo di estratto vegetale, il balsamo, il dermobagno ed il gel.



Ipersensibilità al frumento, celiachia e grano creso

Nel 1974 il grano Cappelli venne esposto ai raggi gamma di un reattore nucleare per provocare una mutazione genetica. Dopo questa mutazione si ottenne un cereale piú produttivo; nano, dai 180 cm si passava agli 80 - 100 cm eliminando il problema dell’allettamento: si anticipava il raccolto di circa 20 giorni.
A questo “nuovo grano” venne dato il nome CRESO. L’esperienza della mutazione di quegli anni non fu isolata, ma seguirono ulteriori esposizioni a materiale radioattivo come i raggi X o il cobalto. Purtroppo la quasi totalitá del grano convenzionale proviene da queste mutagenesi.
Oggi ci si chiede se può esistere una correlazione tra queste mutazioni e gli aumenti di casi di allergie e intolleranze. Negli ultimi anni si è vista una vera e propria esplosione dei casi di celiachia, si è passati da 1 caso ogni 1.000/2.000 persone a 1 caso ogni 100/150, mentre i casi di ipersensibilità al frumento non si contano.
Il professor Luciano Picchia, primario ematologo dell’ospedale Buzzi di Milano, afferma: “Sembra fondata l’ipotesi che la modifica genetica indotta in questo frumento CRESO sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione II di Frazer, alla quale è dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia”.
(per gentile concessione AAM Terra Nuova)



Il grano duro Saragolla

Mangiar sano: un investimento per la salute!
spiga saragolla
Il grano duro saragolla (triticum turgidum) è una varietà di frumento originario. Storicamente, grano della civilta egizia fu introdotto dai protobulgari nella regione italica centrale e già coltivato dai nostri nonni nell’antica provincia di Teramo tra il XVI e il XIX secolo.
Non essendo stato modificato nelle sue caratteristiche, (come i grani odierni, ottenuti all’origine con metodo di laboratorio genetico nei primi anni ´70 ) è di bassa produttività poichè di paglia molto alta con sviluppo esile, spighe pesanti di chicchi grossi, quindi con facile allettamento nella tarda primavera. Tale motivo ne condiziona il raccolto onde per cui, in passato, ne fu abbandonata la coltivazione.
Come i grani antichi è di qualità organolettiche superiori e a più basso contenuto di glutine.
Il nostro grano, è coltivato senza l´ausilio di concimazione chimica con nitrati e diserbanti.
La sua rotazione agraria è inserita in un ciclo di coltivazione con erbaio misto a leguminose, (che mietituraarricchisce il terreno di azoto in modo naturale) e offre la possibilità di nascere ai semi di erbe infestanti. Talune vengono poi falciate per il fieno in tarda primavera, ripulendo il terreno per colture successive, ed utilizzate nel piccolo allevamento di animali domestici che fornisce, a sua volta, letame per concimazione di grano, mais nostrano, ecc..
La pasta che ne deriva è lavorata in modo artigianale, (trafilata al bronzo, non al teflon), essiccata a bassa temperatura in modo da non compromettere le sue qualità nutritive e molto digeribile.

I principali formati di pasta che produciamo sono: spaghetti, linguine, tagliatelle, mezze maniche, penne rigate, fusilli, strozzapreti e chioccioline.